Associazione Distributori e Noleggiatori di Beni Strumentali

MANOVRA MONTI Approfondimenti e aggiornamenti

MANOVRA MONTI

Approfondimenti e aggiornamenti

4.12.11
La manovra correttiva da 30 miliardi di euro lordi verrà trasmessa al Capo dello Stato e al Parlamento per la conversione in legge. Una manovra che, secondo quanto affermato dal vice ministro Grilli, contiene tagli alla spesa per circa 12 miliardi di euro e, per la differenza, prevede maggiori entrate.

La maggiore sorpresa: non è stato inserito l’aumento dell’IRPEF di 3 punti per i redditi superiori a 75.000 euro, attualmente con aliquota del 43%.

Confermati invece gli interventi in materia di immobili, con l’anticipazione dell’imposta municipale propria (IMU) anche per l’abitazione principale con un’aliquota del 4 per mille, mentre per tutti gli altri immobili l’aliquota dovrebbe essere del 7,6 per mille (ieri in conferenza stampa il vice ministro Grilli ha rilevato che l’aliquota potrebbe essere ancora modificata prima dell’invio al Capo dello Stato del testo definitivo del provvedimento).
Per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale è prevista una detrazione di 200 euro fino a concorrenza dell’imposta dovuta.
Viene anche previsto l’aumento dei moltiplicatori delle rendite catastali da applicare per la determinazione della base imponibile. Secondo le prime stime, tale aumento determinerebbe un aumento dell’imposta pari a circa il 60%.

Sempre con riferimento alle entrate sono state introdotte nuove disposizioni per la tassazione delle auto di lusso, delle imbarcazioni e degli aerei. Con specifico riferimento alle auto di lusso, viene prevista un’addizionale erariale della tassa automobilistica, pari a 20 euro per ogni chilowatt di potenza per i veicoli superiore a 170 chilowatt.
A ciò si aggiunge l’ampliamento delle ipotesi di applicazione dell’imposta di bollo sugli strumenti finanziari, la previsione una tantum con una aliquota dell’1,5% a carico dei capitali rientrati in Italia con il cosiddetto “scudo fiscale”.

L’aumento dell’IVA è stato al momento rinviato al 1° giugno 2012 e troverà applicazione solo a copertura della clausola di salvaguardia prevista dalla delega fiscale. Si tratta di un aumento di 2 punti percentuali che dovrebbe riguardare tanto l’aliquota ordinaria quanto quella ridotta del 10%.

Con riferimento alla lotta all’evasione, è stata confermata la riduzione del limite alla circolazione del contante e dei titoli al portatore. Tale limite viene portato a 1.000 euro. Inoltre sono state previste disposizioni specificamente volte a ridurre il volume di contante in circolazione, prevedendo, ad esempio, che gli stipendi, le pensioni e gli altri compensi pagati dalla pubblica amministrazione non possono essere pagati con denaro contante.

Parte delle nuove entrate è stata destinata a finanziare specifici interventi per lo sviluppo.
In particolare, viene reintrodotta nel nostro ordinamento fiscale una variante della Dual income tax, disposizione diretta ad incentivare la capitalizzazione delle imprese e delle società commerciali.
L’ACE (aiuto alla crescita economica), anziché prevedere un’aliquota ridotta, consentirà di dedurre dal reddito d’impresa un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio.
In pratica, quanto investito dall’imprenditore o dal socio nell’impresa determina un costo deducibile in proporzione ad un rendimento fissato con un provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze.

Altra novità riguarda l’IRAP; viene ammesso in deduzione nella determinazione del reddito d’impresa l’intero importo dell’imposta riferibile alle spese per personale dipendente e assimilato.

Ultimo grande capitolo della manovra è quello delle pensioni: dal 1° gennaio 2012 verrà applicato a tutti il metodo contributivo per il calcolo delle pensioni di anzianità future.
Viene poi previsto un sistema flessibile per l’età di pensionamento, che viene elevata a 62 anni per le donne con una fascia di uscita flessibile incentivata fino a 70 anni; per gli uomini viene prevista una fascia di flessibilità tra i 66 e i 70 anni.




2.12.2011
Ici e patrimoniale, si lavora sull’Iva
Idea Btp per i debiti con le imprese
Entro lunedì saranno pronte le misure anticrisi del governo e sono ancora molte le ipotesi sul campo
Entro il week end si dovrebbe sapere qualcosa di più. Per adesso tagli, tasse e agevolazioni entrano ed escono dal cilindro dei tecnici di Palazzo Chigi anche ieri alla frenetica ricerca del punto di equilibrio. Cioè dove fissare l’asticella del valore della manovra oscillante tra i dati negativi della recessione per il 2012, dopo l’Ocse confermata ieri da Standard & Poor’s, e quelli del costo da spread che l’ufficio studi di Confindustria ha calcolato addirittura in 18 miliardi di euro. Una piccola boccata d’ossigeno, in questo cupo scenario, arriva dai mercati finanziari con lo spread sui Bund in forte contrazione e dal fabbisogno che negli ultimi undici mesi mostra un calo di 8,6 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Titoli di Stato alle imprese
Tra le misure che il governo sta preparando ieri è emersa una grossa novità anche se potrebbe essere inserita non da lunedì ma in un pacchetto successivo. Si tratta della trasformazione dello stock di debito della pubblica amministrazione (oltre 70 miliardi di euro) in titoli di Stato da dare alle imprese. Trova poi conferma il rafforzamento strutturale delle imposte progressive sulla casa, la cosiddetta Ici-Imu sul primo alloggio con esclusione per le fasce deboli e con probabile «collegamento» con la dichiarazione dei redditi e a una rivalutazione delle rendite catastali del 15%. Spunta persino il progetto di una revisione delle aliquote Irpef.
Patrimoniale leggera e Iva
Confermata al momento la patrimoniale leggera in una forbice tra 1,5-2 per mille e un capitale di 1-1,5 milioni di euro per contribuente. In pratica chi ha in banca tra contanti, azioni e fondi un gruzzolo di due milioni di euro, rischia di pagare fino a 4 mila euro all’anno. Non tutti nel governo Monti sono convinti di questa nuova tassa sulla ricchezza — anche perché c’era una promessa di non introdurla fatta a Silvio Berlusconi — ma potrebbe essere inevitabile per avere il via libera alla riforma previdenziale da Pd e Cgil. I provvedimenti di cui si parla sono moltissimi. Si va da un aumento dell’Iva fino al 23%, in grado di portare risorse per 8 miliardi di euro che serviranno per finanziare la riduzione di alcuni punti di Irap sul costo del lavoro, alla reintroduzione di una sorta di Dual income tax per stimolare la quotazione delle aziende e l’aumento dimensionale. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha affermato ieri che a breve ci sarà «qualcosa sulla semplificazione per ridurre i lacci che imbrigliano l’Italia, per incoraggiare maggiore concorrenza e internazionalizzazione ». Quindi quasi inevitabili interventi per le professioni e in altre aree dove è tradizionalmente limitato l’accesso ai nuovi entranti.
Tracciabilità contro l’evasione
Ci saranno anche misure per combattere l’eva

CONTATTACI